Sono la Dott.ssa Sabrina Luoni, fisiatra con oltre 15 anni di esperienza nel trattamento delle patologie muscolo-scheletriche. Nel mio studio a Vertemate con Minoprio, Como, lavoro ogni giorno con pazienti che convivono da mesi o anni con il dolore cronico: lombalgie, artrosi, tendinopatie, sciatiche che vanno e vengono.
Molti arrivano dopo aver provato farmaci, fisioterapia, riposo forzato, senza ottenere un miglioramento stabile. Alcuni mi chiedono dell’ozonoterapia. La mia risposta è sempre la stessa: dipende.
Dipende da cosa ha già fatto, da quale patologia ha, da cosa si aspetta. Perché l’ozonoterapia e il dolore cronico funzionano insieme solo quando la terapia è inserita in un percorso strutturato, non quando viene usata come scorciatoia per spegnere il sintomo e dimenticarsene.
Ozonoterapia e dolore cronico: di cosa stiamo parlando

Il dolore cronico non è un dolore acuto che dura di più. È una condizione con meccanismi fisiopatologici propri, che coinvolge il sistema nervoso centrale, la risposta infiammatoria locale e spesso anche fattori comportamentali e posturali. Gestirlo significa lavorare su più livelli contemporaneamente. L’ozonoterapia e dolore cronico è una combinazione che funziona quando si capisce esattamente cosa può fare l’ozono e cosa invece richiede altri strumenti.
Perché il dolore cronico non si gestisce con una singola terapia
Chi convive con dolore cronico sa che le soluzioni “una e basta” raramente reggono nel tempo. Un’infiltrazione di cortisone può dare sollievo per settimane, ma se il carico, la postura e le abitudini rimangono invariati, il dolore torna. Lo stesso vale per l’ozonoterapia. Nella mia pratica clinica la propongo come componente di un percorso, non come risposta autonoma. Il percorso include la valutazione della causa, la gestione del carico fisico, l’eventuale rieducazione motoria e un follow-up che permetta di capire se la risposta clinica giustifica la prosecuzione del trattamento.
Cosa fa l’ozono sul dolore: i meccanismi reali
La miscela ossigeno-ozono agisce attraverso meccanismi biologici documentati dalla ricerca. Riduce la produzione di citochine pro-infiammatorie, migliora la microcircolazione locale, inibisce alcuni mediatori del dolore e stimola fattori di crescita che favoriscono la riparazione tissutale. Nel caso delle ernie discali lombari, per esempio, può contribuire a ridurre l’infiammazione intorno alla radice nervosa e, secondo alcune ricerche, a favorire una parziale disidratazione del disco erniato, con effetto sul dolore radicolare. L’ozono non elimina l’ernia: riduce il quadro infiammatorio che la rende sintomatica. Questa distinzione è importante per costruire aspettative corrette.
Quando l’ozonoterapia entra in un percorso strutturato
Non ogni dolore cronico è una buona indicazione per l’ozonoterapia. La propongo quando le terapie conservative standard non hanno dato risultati soddisfacenti, quando la patologia rientra tra quelle per cui esistono evidenze scientifiche di efficacia e quando non ci sono controindicazioni assolute. Fuori da queste condizioni, ci sono strumenti più appropriati.
Le patologie in cui l’evidenza scientifica supporta l’uso
Le indicazioni più consolidate in fisiatria riguardano alcune condizioni specifiche:
- Ernia del disco lombare e cervicale con sintomi radicolari (lombosciatalgia, cervicobrachialgia), con riduzioni del dolore documentate in oltre l’80% dei pazienti trattati secondo protocolli validati
- Artrosi di ginocchio, anca e spalla nelle fasi iniziali e intermedie, con effetto sulla sinovite e sul trofismo cartilagineo
- Tendinopatie croniche come tendinite della spalla, epicondilite e tendinopatia achillea, dove l’ozono stimola i processi riparativi in tendini con degenerazione cronica
- Neuropatie compressive lievi-moderate, tra cui alcune forme di sindrome del tunnel carpale, per l’effetto antinfiammatorio e di miglioramento della microcircolazione
In tutte queste condizioni, il ciclo standard prevede 12 sedute con frequenza bisettimanale. I risultati si valutano dopo le prime 4-6 sedute: se la risposta non è soddisfacente, lo dico chiaramente e orientiamo il percorso verso altre opzioni.
Cosa aspettarsi realisticamente: benefici e limiti
La letteratura scientifica è chiara su cosa l’ozonoterapia può e non può fare. I benefici documentati includono la riduzione della sintomatologia dolorosa, il miglioramento della funzionalità articolare nell’artrosi lieve-moderata e la riduzione dell’uso di farmaci antinfiammatori, con effetti che possono durare da qualche mese a oltre un anno.
Quello che l’ozonoterapia non fa: non guarisce patologie degenerative croniche, non produce risultati immediati, non funziona allo stesso modo su tutti i pazienti e non sostituisce la chirurgia quando questa è realmente necessaria. Tenere chiara questa distinzione è parte del mio lavoro prima ancora di proporre il trattamento.
Approccio multimodale: come si integra l’ozonoterapia con le altre terapie

Rispetto al cortisone, l’ozono ha un effetto antinfiammatorio meno potente nell’immediato ma più duraturo nel tempo, senza gli effetti collaterali sistemici legati all’uso prolungato dei cortisonici. Rispetto all’acido ialuronico nell’artrosi, i costi sono generalmente inferiori e alcune ricerche mostrano un’efficacia comparabile.
Rispetto alla chirurgia per le ernie discali, è una delle opzioni conservative da valutare prima di prendere decisioni irreversibili, quando non ci sono indicazioni chirurgiche urgenti. Questi confronti non servono a stabilire una gerarchia assoluta: servono a capire in quale punto del percorso terapeutico l’ozonoterapia ha più senso.
Carichi, abitudini e follow-up: la parte che fa la differenza
La seduta di ozonoterapia dura pochi minuti. Quello che succede tra una seduta e l’altra, invece, è spesso più determinante del trattamento stesso. Se continui a sovraccaricare la struttura che stiamo trattando, se la postura durante il lavoro non cambia, se non integri un minimo di movimento adeguato, il beneficio dell’ozono si esaurisce rapidamente.
Per questo nel mio percorso il follow-up non è un optional: è il momento in cui valutiamo la risposta clinica, aggiustiamo i carichi, verifichiamo se il programma di esercizi viene eseguito e decidiamo insieme i passi successivi. Il dolore cronico non si gestisce in ambulatorio una volta ogni due settimane. Si gestisce tutti i giorni, con le scelte che fai fuori dallo studio.
Come valutiamo se l’ozonoterapia è adatta a te
Prima di proporre qualsiasi trattamento, eseguo una valutazione fisiatrica completa: anamnesi, esame clinico, analisi dell’imaging disponibile e discussione delle terapie già effettuate. Solo a partire da questo quadro posso dire se l’ozonoterapia e dolore cronico è una combinazione che ha senso per la tua situazione specifica.
Controindicazioni e profilo di sicurezza
Le controindicazioni assolute all’ozonoterapia sono poche ma importanti: gravidanza, favismo (deficit di G6PD) e ipertiroidismo non controllato. Le controindicazioni relative, che richiedono una valutazione caso per caso, includono la terapia anticoagulante, allergie note a componenti utilizzati e infezioni acute nella zona da trattare.
Gli effetti collaterali, quando presenti, sono tipicamente lievi e transitori: dolore nel sito di iniezione, rossore locale, lieve ematoma. Alcuni pazienti riferiscono un temporaneo peggioramento del dolore nelle prime 24-48 ore dalla seduta, che poi migliora progressivamente. Le complicanze gravi sono eccezionali se la procedura è eseguita da medico specializzato con apparecchiature certificate.
Hai un dolore cronico che non risponde alle terapie standard e vuoi capire se l’ozonoterapia può entrare nel tuo percorso? Prenota una visita fisiatrica. Valutiamo insieme il quadro clinico e costruiamo un programma che abbia senso per la tua situazione.
DOMANDE FREQUENTI
Quante sedute di ozonoterapia servono per il dolore cronico? Il ciclo standard prevede 12 sedute per ernie lombari e cervicali, tra 6 e 10 per le altre patologie. La risposta clinica si valuta dopo le prime 4-6 sedute: se il beneficio è soddisfacente si completa il ciclo, altrimenti si rivaluta il percorso. Non esiste un numero fisso valido per tutti: dipende dalla patologia, dalla sua durata e dalla risposta individuale.
L’ozonoterapia fa male? La seduta prevede un’infiltrazione locale che dura pochi secondi. Si può avvertire una sensazione di pressione o un lieve bruciore che si risolve rapidamente. Nelle 24-48 ore successive è possibile un temporaneo aumento del dolore, che poi regredisce. La procedura è generalmente ben tollerata.
L’ozonoterapia può sostituire la fisioterapia nel dolore cronico? No. L’ozonoterapia agisce sui meccanismi infiammatori e algogeni locali, ma non corregge i fattori biomeccanici, posturali e di carico che spesso mantengono il dolore cronico attivo. La fisioterapia e la rieducazione motoria rimangono componenti fondamentali del percorso. I due strumenti si integrano, non si sostituiscono.
L’ozonoterapia funziona per l’artrosi? Per l’artrosi lieve-moderata esistono evidenze scientifiche di efficacia, in particolare per ginocchio, anca e spalla. L’ozono riduce l’infiammazione sinoviale e può migliorare il trofismo della cartilagine. Non è una cura per l’artrosi, che è una malattia degenerativa cronica: è uno strumento per gestirne i sintomi e rallentarne la progressione funzionale.
Come faccio a sapere se l’ozonoterapia è adatta al mio caso? Solo una valutazione fisiatrica specialistica può rispondere a questa domanda. Dipende dalla patologia, dalle terapie già effettuate, dalla presenza di controindicazioni e dalle aspettative realistiche. La prima visita serve proprio a costruire questo quadro e a decidere insieme il percorso più appropriato.


