Terapia ad onde d’urto

Terapia ad onde d’urto: dolore a tallone, gomito, spalla e anca, quando è la risposta giusta 

Terapia ad onde d’urto per dolore al tallone, al gomito, alla spalla e all’anca: quando funziona, quante sedute servono e quando non è indicata.

Sono la Dott.ssa Sabrina Luoni, fisiatra con oltre 15 anni di esperienza nel trattamento delle patologie muscolo-scheletriche, a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como. 

Quando un paziente mi racconta di un dolore che dura da mesi, parto da due domande: dove fa male e da quanto tempo. 

La risposta indirizza la scelta della cura e in molti casi porta alla terapia ad onde d’urto, soprattutto quando il dolore nasce da un tendine o dal tessuto che lo circonda. In questo articolo ti guido zona per zona, dal tallone all’anca, e ti spiego cosa aspettarti da un ciclo e in quali casi la terapia non è indicata.

Come agiscono le onde d’urto sul tessuto

Terapia ad onde d’urto

Le onde d’urto sono impulsi acustici ad alta energia che attraversano i tessuti. Nella zona dolorante stimolano i processi naturali di rigenerazione cellulare, migliorano la circolazione sanguigna, favoriscono la produzione di collagene e accelerano la riparazione dei tessuti. Aiutano il corpo a ripararsi, ed è il motivo per cui danno i risultati migliori sui dolori cronici che non rispondono alle terapie tradizionali.

Terapia ad onde d’urto: la mappa del dolore

La terapia ad onde d’urto ha indicazioni precise. Queste sono le zone in cui la applico più spesso.

Tallone: fascite plantare e tendine d’Achille

Il dolore al tallone, forte soprattutto nei primi passi del mattino, è il segno tipico della fascite plantare, un’infiammazione del tessuto connettivo alla base del piede. Le onde d’urto la trattano e alleviano il dolore cronico al tallone, e trovano indicazione anche nei problemi del tendine d’Achille.

Gomito: epicondilite ed epitrocleite

Sono infiammazioni tendinee localizzate, spesso dolorose e persistenti: l’epicondilite, nota come gomito del tennista, sul lato esterno del gomito, e l’epitrocleite, il gomito del golfista, sul lato interno. Colpiscono chi ripete gli stessi gesti nello sport e nel lavoro e traggono beneficio da un trattamento mirato.

Spalla: tendinopatia e calcificazioni

Nelle tendinopatie della cuffia dei rotatori le onde d’urto trattano infiammazione e dolore dei tendini. Sono efficaci anche nelle tendinopatie calcifiche, quelle in cui si formano depositi di calcio nel tendine.

Anca: trocanterite

La trocanterite provoca dolore sul lato esterno dell’anca, che si accentua camminando o appoggiandosi su quel fianco. È un’infiammazione tendinea localizzata e rientra tra le indicazioni della terapia.

Se il tuo dolore è in un’altra sede, in visita valutiamo se le onde d’urto sono la strada giusta.

Focali o radiali: cosa cambia per la tua zona

La terapia ad onde d’urto usa due tecnologie. Le onde focali concentrano l’energia in un punto preciso e raggiungono i tessuti in profondità: sono indicate per tendinopatie profonde, calcificazioni e lesioni muscolari in aree specifiche. Le onde radiali diffondono l’energia in modo più ampio e superficiale e si usano per tendinopatie superficiali e affezioni muscolo-scheletriche. La scelta dipende dalla patologia e dalle tue esigenze, e la faccio io dopo la valutazione.

Terapia ad onde d’urto: come si svolge un ciclo

Il percorso segue sempre le stesse tappe:

  • Prescrizione medica: serve sempre per iniziare il trattamento
  • Visita e valutazione specialistica: guardo la tua storia clinica, il tuo stile di vita e i tuoi obiettivi, e definisco le aree da trattare e la frequenza delle sedute
  • Ciclo di tre sedute, una alla settimana, ripetibile se serve
  • Seduta: senti una serie di impulsi sulla zona trattata, con un fastidio che può arrivare al dolore. La tolleranza migliora con le sedute e varia da persona a persona
  • Abbigliamento: non servono preparazioni particolari, porta abiti comodi che lasciano libera la zona da trattare
  • Dopo il ciclo: ti indico esercizi specifici e, se serve, ti affianco con fisioterapia e riabilitazione mirata nello stesso studio

L’integrazione con la fisioterapia rende il recupero più completo e stabile nel tempo.

Cosa aspettarti dai risultati

L’obiettivo della terapia ad onde d’urto è ridurre il dolore, recuperare mobilità articolare e limitare il ricorso a farmaci antidolorifici e antinfiammatori. Molti pazienti riferiscono un miglioramento nel corso del ciclo, con tempi che variano secondo la patologia e da quanto tempo dura il dolore. 

Se al termine il dolore resta invariato, ripeto la valutazione: può servire un’altra tecnica, un’altra terapia o un approfondimento diagnostico.

Terapia ad onde d’urto: quando non è indicata

In alcune situazioni la terapia ad onde d’urto non è indicata: gravidanza, presenza di tumori, patologie vascolari gravi e presenza di pacemaker. Per questo la valutazione medica precede sempre la prima seduta. 

Hai un dolore a tallone, gomito, spalla o anca che dura da settimane? Prenota una visita fisiatrica allo Studio Luoni: valutiamo la causa del dolore e, se indicata, impostiamo il ciclo di onde d’urto. Porta la prescrizione medica.

DOMANDE FREQUENTI

Le onde d’urto fanno male?

Durante la seduta puoi avvertire fastidio o dolore. La tolleranza migliora progressivamente con le sedute e varia da persona a persona.

Quante sedute servono?

Il trattamento si svolge in cicli di tre sedute, una alla settimana, ripetibili se il quadro clinico lo richiede.

Serve la prescrizione medica per iniziare?

Sì, è obbligatoria. Dopo la prescrizione faccio una visita specialistica per stabilire aree da trattare e frequenza.

Quali sono le controindicazioni?

Il trattamento non è indicato in gravidanza, in presenza di tumori, di patologie vascolari gravi e di pacemaker. Per questo la valutazione medica è indispensabile.

Che differenza c’è tra onde d’urto focali e radiali?

Le focali concentrano l’energia in profondità e si usano per tendinopatie profonde, calcificazioni e lesioni muscolari. Le radiali diffondono l’energia in modo più ampio e superficiale e si usano per i tessuti più vicini alla pelle.